Il cibo di strada

Il cibo di strada o cibo da strada, spesso chiamato anche con il suo nome inglese “street food“, è una categoria di alimenti con la quale ci si riferisce a tutti quei cibi e a quelle bevande pronti per un consumo veloce e immediato, in piedi o seduti o anche mentre si sta passeggiando, sia dolci che salati.

I cibi di strada si differenziano da tutti i piatti serviti da un ristorante o da una trattoria perchè sono preparati e venduti dai commercianti ambulanti che possono essere fissi in un luogo pubblico,oppure mobili e reperibili solo in particolari occasioni quali sagre, festival, concerti e così via.

Sono generalmente monoporzioni indicate per un pasto veloce, da consumare in un banchetto improvvisato, in modo meno formale e anche meno costoso di quello di un classico ristorante che, generalmente, prevede un sovrapprezzo per il coperto già solo per il fatto di sedersi al tavolo.

Storia e valore culturale del cibo di strada

Il cibo di strada ha origini antichissime, esisteva già all’epoca dei Greci e dei Romani, durante la quale si potevano trovare molti banchetti in strada che vendevano pesce fritto (ancora oggi una specialità di Roma), zuppa di ceci o altre leccornie. Anche nel’Antico Egitto c’era l’abitudine di vendere riso con carne di agnello in strada, e così in tutto il Medio Oriente (si pensi al kebab), in Cina e un po’ in tutto il mondo.

Praticamente tutti i poveri delle epoche passate consumavano esclusivamente cibo di strada, poiché le loro case non erano dotate di cucine.

Oggi, secondo i dati della FAO del 2007 circa 2,5 milardi di persone mangiano cibo di strada quotidianamente, per vari motivi: perchè è economico, perchè è il modo più rapido di passare la pausa pranzo, perchè è un modo per scoprire sapori etnici e diversi dalle proprie abitudini, per nostalgia dei sapori dimenticati dell’infanzia.

All’interno della categoria del cibo di strada rientrano tutti i cibi dei fast food (hamburger, hot dog, panini, pizza etc…), i junk food (cibo spazzatura), gli snack e gli spuntini dei distributori automatici, tanto che spesso in passato si era portati a pensare che il cibo di strada fosse di regola un alimento poco salutare, calorico e dallo scarso valore nutritivo e culturale.

Ma recentemente le cose sono cambiate, molto probabilmente anche a causa della crisi economica, il cibo di strada sta prendendo molto piede, in Italia e non solo, anche in contesti di valore culturale, come sagre o festival a tema, e sempre più spesso è un veicolo per rivalorizzare cibi o alimenti che erano finiti nel dimenticatoio e che sono stati recuperati, come il lampredotto toscano o i gofri piemontesi, le Arancine siciliane o i filetti di baccalà romani , la farinata ligure o lo gnocco fritto romagnolo, panino con la meusa o le panelle siciliane non a caso la sua diffusione è sostenuta da associazioni come Slow Food, Streetfood, Lonely Planet e Gambero Rosso.

Negli ultimi anni stanno aumentando le sagre e i fesival dedicati al cibo da strada, se ne trovano un po’ in tutte le regioni soprattutto nel periodo primaverile o autunnale, ed anche i grandi chef si stanno cimentando con i piatti tipici dello street food, decretando così la nascita di una nuova moda.

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